In cammino verso l'autenticità.

In cammino verso l’autenticità.

Chi mi conosce, sa quanto per me sia importante il tema dell’autenticità.

E’ quello che cerco di portare avanti tutti i giorni nella mia vita, quello che cerco di trasmettere ai miei clienti: siate autentici, non fate finta di essere qualcun altro, non nascondete i doni meravigliosi che avete per paura che gli altri non li apprezzino. Quando lasciate uscire la vibrazione giusta, troverete sicuramente chi risuona con voi e attirerete i clienti giusti, perché siete voi, non perchè avete il servizio/prodotto con la “facciata migliore”.

Quello che invece quasi nessuno sa, o pochissimissimissimi, è che io stessa sono sul cammino per raggiungere questa autenticità. Indipendentemente dalle foto che vedi, dai post che pubblico, dalle “pillole di saggezza” che ogni tanto mi fulminano sulla via di Damasco, la mia autenticità è ancora lontana.

La intravedo, ma ogni volta che mi avvicino, mi fa paura, perchè significa lasciar andare le barriere, vedere anche quello che non mi piace di me, tirare fuori vulnerabilità, stranezze, “cose” che probabilmente all’esterno sarebbero guardate con faccia perplessa.

Ma ancora più spaventoso..

è lasciar cadere una maschera che ho tenuto su a lungo, quella stessa maschera con la quale mi presento in pubblico, quella che mi fa dire “qualcosa di me”, ma non “tutto di me”. Quella che poco a poco è diventata la mia identità.

Ecco, mettere in discussione la tua identità è la cosa più difficile al mondo, ancora più che avere a che fare con le altre persone: significa smontarti pezzo per pezzo, osservare tutti quei pezzi che hai sparpagliato a terra e cercare di capire come diavolo avevi fatto a “costruirti” in quella maniera, ma soprattutto, cosa ne farai di tutti quei pezzi adesso? Alcuni non ti sembrano nemmeno tuoi, li guardi e non li riconosci…. E quelli nuovi che sono sbucati fuori? Se non sei un espertone di Tetris o non giocavi coi Lego da piccolo, diventa un rompicapo. E io non ero proprio una cima a Tetris e i Lego non me li hanno mai comprati (mannaggia)…. quindi diciamo che sono fuori allenamento.

Come sarebbe più bello e facile il mondo (e quante nevrosi in meno!) se tutti avessimo la possibilità di esprimerci davvero per ciò che siamo, invece di pensare ed agire in base a quello che gli altri percepiranno di noi.

… Aspetta un attimo:

ma noi abbiamo la possibilità di esprimerci per quello che siamo! Ce l’hanno data in dote alla nascita, solo che ce la siamo dimenticata da qualche parte. E in realtà, la paura che abbiamo di venire allo scoperto dipende da tutte le vocine che abbiamo in testa, dall’immagine che vediamo riflessa nello specchio… insomma, da questioni esterne che poco hanno a che fare con il nostro vero Sè, che è sempre stato lì e ogni tanto fa “Toc Toc” per sapere se c’è ancora qualcuno in casa o se sono scappati via tutti.

Io sono nel bel mezzo di questo cammino. Se mi guardo indietro, vedo tanta strada fatta. Se guardo davanti, vedo altrettanta strada da fare. Ma intendo arrivare fino alla fine. Come mi ha detto una persona molto cara:

Il premio sei tu. E sarai felice, te lo prometto.

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