Hai mai avuto un 'blocco lavorativo' per una crisi personale?

Hai mai avuto un ‘blocco lavorativo’ per una crisi personale?

…Giusto ieri!

Mi è capitato proprio negli ultimi due mesi. Non so se hai notato, ma il numero dei miei post e delle newsletter è diminuito drasticamente.

All’inizio era perché non riuscivo a spostare l’attenzione sul lavoro: ero completamente assorbita da una questione personale e nulla da fare, proprio non ce n’era! Poi la situazione si è trasformata ulteriormente e -zac!- ecco il momento di crisi vera, quello in cui non è solo la concentrazione che ti manca, quanto la motivazione, le energie che vengono meno.

Vorresti stare chiusa in casa per giorni e non vedere nessuno, o al contrario, farti prendere da shopping compulsivo sfrenato e passare i pomeriggi a comprare TUTTO quello che vedi. Specialmente cose inutili, se non per riempire il vuoto.

E poi – fase 3- ti senti in colpa. In colpa per non riuscire a tenere lo stesso ritmo di prima, per aver rallentato. Per aver deciso di dedicare più tempo a te stessa, alla lettura, alla riflessione personale, che al lavoro (…..ma si può??).

Ne parlavo anche l’anno scorso, in un post dedicato a quello che ho definito “Business ciclico”. Che arriva, arriva sempre, ma non per romperti le uova nel paniere, come potresti pensare, quanto per costringerti a fare ordine fra i tuoi superpoteri e accedere al prossimo livello di gioco.

E’ un po’ come essere sulle montagne russe.

Non so se capita anche a te: ti sembra di essere sull’ottovolante, perché alterni momenti di depressione nera a momenti di “Adesso esco e spacco tutto yeeeeeeee!”. Una sorta di cavallo pazzo, indeciso fra lo scalciare furibondo e l’accasciarsi al suolo.

Poi però, ti accorgi anche che non puoi fare altro che immergerti, completamente, fino al midollo, in tutte le sensazioni contrastanti che ti stanno attraversando.

E’ un dialogo silenzioso con te stesso (in realtà mica tanto silenzioso…!!), in cui sai che la ragione, questa volta, non può venirti in aiuto. Non puoi capire perché, se potevi agire in altro modo, se potevi decidere di prendere un’altra strada. La logica non aiuta, in questi casi. Puoi solo affidarti al mare, che arrestando la tua corsa sfrenata, sta forse cercando di comunicarti qualcosa. E allora serve che tu ti metta in ascolto.

Il primo ingrediente di una buona comunicazione è l’ascolto.

L’avevo detto nel primo video di #caffeintazzagrande: il primo elemento che ti permette di comunicare, di con-dividere quello che sei, quello che sai, è l’ascolto.

Puoi metterti in ascolto di altre persone, ma puoi anche farlo con te stesso. Se non sai aprire le orecchie, e il cuore, è inutile che apri la bocca. 

E quando ti apri, cominci il tuo personale allenamento a riconoscere ciò che è davvero importante per te e ciò che è solo rumore di sottofondo, abitudine, chiacchiericcio.

E ti accorgi che, poco a poco, riaffiorano desideri che avevi dimenticato, interessi che avevi accantonato da tempo, bisogni che richiedono di site essere ascoltati, e risolti, per poter effettivamente cambiare livello di gioco.

Ti accorgi, per esempio, che -cavolo- nella tua professione vuoi davvero provare a integrare la passione per la psicologia che ti ha sempre accompagnato, in tutti questi anni, ma che per diversi motivi non ha fatto parte della tua strada principale…. E forse è il momento di iniziare a muovere qualche passo in quella direzione…. (ovviamente parlo di me :D…… e ti anticipo che sta bollendo qualcosa in pentola, in questo senso!)

Forse rimanere bloccato per un po’, anche sul lavoro, serve proprio a questo. L’importante è stare in ascolto, per comprendere i segnali che ti dicono quando non è più il momento di sostare all’ombra di un albero, bensì il momento di riprendere il cammino. Sotto il sole.

Se il Sole ti chiede cose assurde, tu sradica le radici.

Tre giorni fa, una mia amica ha sognato questa frase. La mattina dopo mi ha scritto un messaggio, dicendomi: “Non so perché, ma avevo voglia di condividerla con te. Magari è un messaggio che ti serve!”.

Chissà… O magari, serve a te che stai leggendo.

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In cammino verso l’autenticità.

Ti prendi cura di te stesso?

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Isabel Colombo Comunicazione dal CuoreSono Isabel Colombo, 34 anni, una laurea in Scienze della Comunicazione e 10 anni “a zig-zag” nel mondo della Comunicazione.

E una passione sfrenata per il mondo interiore, le relazioni umane, l’evoluzione personale.

Oggi sono Consulente di quella che io amo definire Comunicazione “dal Cuore”: insegno ai professionisti a esprimersi autenticamente attraverso la loro attività e li guido nella scelta degli strumenti giusti per farlo. Non sono una psicologa, né una coach.. semplicemente, penso che il cuore abbia proprio una bella forma!

Vuoi sapere qualcosa in più su di me? Leggi qua!

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